Venticinque anni di sovversione
Gli arconti vollero ingannare l’uomo[…] Essi presero il nome delle cose che sono buone e lo diedero alle cose che non sono buone, per potere, per mezzo dei nomi, ingannare gli uomini e legarli alle cose che non sono buone. […] Perch’essi hanno deliberato di prendere l’uomo libero e fare di lui un loro schiavo, per sempre.
Vangelo di Filippo, versetto XIII
Il 14 giugno 2002, il Presidente degli Stati Uniti George Walker Bush era in visita presso la George Sanchez Charter High School di Houston, Texas. Subito dopo la visita, una fotografia che ritrae il Presidente a leggere un libro al contrario è stata fatta circolare.
Il libro in questione è America: A Patriotic Primer di Lynne Cheney. Si tratta di un riassunto della storia degli Stati Uniti, un ABC dei principi sui quali il paese è stato fondato.
Tre mesi dopo, nel mese di settembre, questa storia è stata ripresa nell’ordine da Snopes.com, un sito di debunking, dalla rivist Wired e c’è stato addirittura un articolo scientifico di una università indiana pubblicato su Researchgate, che asseriva che assolutamente il fatto non era mai successo e che la foto dell’immagine dell’America al contrario era frutto di una manipolazione digitale.
L’immagine del Presidente che legge un libro al contrario ha suscitato ilarità, alimentata dal fatto che il Presidente Bush non aveva avuto una carriera scolastica eccelsa e la cosa è stata liquidata come l’ennesima vignetta satirica che metteva in discussione la leadership di Bush.
In realtà, il Presidente che legge un libro dal titolo America al contrario, un libro che riassume la storia e i principi su cui si fondano gli Stati Uniti d’America, costituiva un messaggio chiaro ed inquietante per gli osservatori più attenti. A livello simbolico quel libro al contrario significava che da quel momento in poi tutto sarebbe stato sovvertito.
Facciamo un salto temporale e andiamo al 26 luglio 2024, alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi, la bandiera olimpica è issata al contrario.

Dopo avere issato la bandiera olimpica al contrario, l’evento principale della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi è stata una rievocazione farsesca dell’ultima cena di Gesù così come rappresentata nell’affresco di Leonardo Da Vinci in cui i protagonisti invece degli apostoli erano dei transessuali.

Il terzo atto sovversivo della serata è stato l’inserimento del personaggio di Gargantua dell’omonima opera dello scrittore francese François Rabelais.
Gargantua è un gigante dagli insaziabili appetiti, il nome Gargantua è composto da “Garg” che significa gola, gozzo e “en toi” che significa “in te”. Quindi in pratica è “la gola in te”, il demone degli appetiti insaziabili. Gli appetiti sono l’antitesi del percorso mistico-religioso, che sia cristiano, islamico o induista. Perciò anche qui la sovversione è evidente. Basti dire che le prime parole di Gargantua alla sua nascita sono: “Voglio bere!”

Nel secondo libro di Gargantua, alla fine delle sue avventure, Gargantua vuole gratificare il monaco che lo ha accompagnato nelle sue imprese facendogli dono di un’abbazia chiamata Thélème che è in pratica il tempio stesso della sovversione, poiché rispetto alle abbazie cattoliche in cui vige la regola del non abbandonarsi agli appetiti, la regola di Thelème è “Fà ciò che vuoi!”. Non ci sarebbe niente di male se questa fosse una regola di vita ma nel contesto di un tempio, in questo caso una abbazia, è ovvio che si tratta di una chiara sovversione in prospettiva anti-cristiana
Andiamo quindi al 21 febbraio 2025 il presidente francese Macron mostra in diretta una mappa dell’Ucraina al contrario.

La parola sovversione viene dal latino subvertere che significa rovesciare. Il termine si riferisce ad un processo attraverso il quale i valori e i principi di un dato sistema vigente sono rovesciati nel tentativo di sabotare l’ordine sociale costituito e le sue strutture di potere, autorità, tradizione, gerarchia e norme sociali.
LA STRATEGIA DELLA SOVVERSIONE
Yuri Bezmenov era un giornalista sovietico dell’agenzia di stampa RIA Novosti. Nel 1970, come membro della missione sovietica del KGB a Nuova Delhi, in India, Bezmenov defezionò in Occidente e si stabilì in Canada in seguito ad un accordo tra le agenzie di sicurezza americane e canadesi. Una volta in Canada, Bezmenov cambiò il suo nome in Thomas Schuman.
Nel 1983 Bezmenov tenne un seminario dal titolo Psychological Warfare Subversion & Control of Western Society e nel 1985, Bezmenov rilasciò un intervista all’autore americano G. Edward Griffin, sulle tecniche di sovversione utilizzate dal KGB nei paesi satellite dell’Unione Sovietica e in quei paesi nei quali l’URSS aveva degli interessi geopolitici.
Il modello di strategia della sovversione di Bezmenov è stato studiato e interpretato da docenti e personale della Joint Special Operations University (JSOU) istituto di formazione delle forze speciali militari statunitensi che ha sede presso la base militare dell’USAF di McDill in Florida. Nel suo lavoro Bezmenov ha analizzato eventi storici complessi come la campagna Russa decennale che ha preceduto la guerra Russo-Georgiana del 2008. Il suo lavoro è stato citato anche dal direttore senior del Penn Biden Center for Diplomacy and Global Engagement della University of Pennsylvania e dall’ex vice segretario aggiunto alla Difesa, Michael R. Carpenter. Le sue lezioni sono state utilizzate anche dalla docente senior di Yale, Asha Rangappa, per illustrare il concetto di misure attive nelle presunte campagne di disinformazione dell’Unione Sovietica negli Stati Uniti.
Secondo Bezmenov la strategia di sovversione si articola in tre macro fasi principali:
1) Demoralizzazione
2) Destabilizzazione
3) Collasso
Lo schema sviluppato da Bezmenov era stato sviluppato dal KGB ma è stato pensato e concepito dall’Unione Sovietica durante la guerra fredda per infiltrare e sovvertire un governo straniero. Questo modello è stato poi ripreso dai governi occidentali non solo per infiltrare e sovvertire paesi stranieri ma per un operazione di sovversione interna all’occidente stesso che ha visto gli stati uniti d’america come paese capofila di questa operazione di ingegneria politico sociale.
FASE 1: DEMORALIZZAZIONE
La fase uno è la demoralizzazione. Il periodo preparatorio secondo Bezmenov si articola in un arco di tempo che va dai 10 ai 30 anni. In questa fase preparatoria la sovversione procede contemporaneamente su vari livelli: il livello di coscienza (ideologia) livello di autorità (potere socio-politico e amministrazione) e il livello di benessere materiale (economia).
Nella fase primaria, quella di demoralizzazione, la strategia di sovversione viene avviata attraverso una massiccia infiltrazione nei mass media, nei sistemi educativi, nella religione organizzata, nei gruppi religiosi e in gruppi e organizzazioni culturali e professionali. L’obiettivo principale è di tipo psicologico e mira sostanzialmente al cambiamento della percezione nazionale e individuale della realtà a tal punto che la maggioranza della popolazione non percepisce alcun pericolo derivante dal totalitarismo che viene iniettato nel sistema, anzi il sistema ostile che si insinua nei gangli del sistema esistente è in definitiva accettato come non belligerante e addirittura desiderabile per certi aspetti perché viene venduto come alternativa funzionale, innovativa, moderna e addirittura evolutiva rispetto al sistema esistente.
Le eventuali resistenze vengono abbattute mediante attacchi violenti al conservatorismo accusandolo di bigottismo e chiusura mentale mentre la strategia sovversiva del regime sostituiva l’idea di libertà con quella di libertinaggio. Tale strategia ha funzionato alla grande visto che se guardiamo agli ultimi trent’anni di storia, i crocefissi sono spariti dalle scuole insieme all’ora di religione e sono stati sostituiti da guide all’educazione sessuale e spettacoli di drag queen già dalle elementari.

A livello materiale e istituzionale, lo scopo del sovvertitore è indebolire le difese domestiche, come la sicurezza pubblica: la polizia, l’esercito e tutti i servizi pubblici: sanità trasporti, servizi postali, idroelettrico ecc. In primis la strategia di sovversione mira a minare i capisaldi più vitali dello stato, cioè i servizi nazionali al cittadino, dipingendoli come inefficienti poiché il messaggio di fondo è che tutto ciò che è gestito dal pubblico e non dal privato è inefficiente ed è gestito da persone incompetenti.

Primo tra tutti quello sanitario, in modo da minare psicologicamente lo stato mentale del cittadino per ciò che inerisce al suo stato di salute e alle eventuali protezioni e tutele fornite dallo stato: efficienza degli ospedali, sicurezza dei farmaci ecc. Ad esempio in Italia i posti letto ospedalieri nel 2000 erano 470 ogni 100 mila abitanti (popolazione 57 milioni). Nel 2020 sono scesi a 318 per ogni 100 mila abitanti (popolazione 59 milioni).
Nel contempo, per fornire l’illusione che lo stato è invece impegnato nella cura del paese si avviano opere grandiose, come il ponte sullo stretto di Messina, che servono soltanto ad imbonire le grandi imprese e i loro subappaltatori.
L’altro aspetto cruciale da prendere di mira è la pubblica sicurezza: il cittadino deve essere informato costantemente che le forze dell’ordine indagano su fatti errati, che degli innocenti vengono incarcerati, che ci sono continuamente errori giudiziari, cittadini abusati, torturati e uccisi da quegli stessi apparati che dovrebbero invece garantirne la sicurezza.

Riguardo la narrazione alla base della strategia di sovversione, questa deve inviare il messaggio che gli unici affari di cui si occupano i politici sono i propri: quindi i media devono riportare episodi continui di corruzione, scandali sessuali, coinvolgimento dei leader nazionali e dei politici in affari fraudolenti o dubbi, diffamazione ecc. E’ necessario poi ridicolizzare tutto ciò che è “patriottico” come psicotico. Nel contempo ogni sforzo mirato a rivelare l’attività del sovvertitore deve essere etichettato come “paranoico” o “complottista”. Nei fatti occorre screditare chiunque possa testimoniare al pubblico, ai media e al parlamento la vera natura della sovversione. I regimi non allineati come la Russia, la Cina, il Venezuela, la Corea del Nord o l’Iran vengono descritti come nazioni arretrate in cui il popolo è scontento e i cui leader sono dei pazzi squilibrati. Nella società della sovversione i criminali vengono elevati a leader, presi ad esempio e persino premiati.
Uno degli esempi più recenti ed eclatanti in questo senso è stata la nomina di Abū Muḥammad al-Jawlānī a Presidente della Siria. Occorre qui ricordare che il 16 maggio 2013 Al Jawlani era stato inserito nella lista dei terroristi redatta dagli Stati Uniti, poi nel 2020 il Dipartimento di Stato americano ha posto una taglia di 10 milioni di dollari per informazioni che avessero portato alla sua cattura per poi abolirla il 21 dicembre 2024.

Altro esempio di sovversione è quello di Ilaria Salis, membro della Hammerbande (nota anche come “banda del martello” o Antifa Ost), un’organizzazione di estrema sinistra con sede a Dresda, in Germania i cui membri nel febbraio 2023 hanno aggredito nove persone perché pensavano che le loro vittime avessero partecipato a una manifestazione di estrema destra. Salis viene arrestata a Budapest con l’accusa di aver aggredito tre persone con un martello. Alle elezioni europee del 2024 in Italia, Salis viene candidata presso le circoscrizioni nord-occidentale e insulare tra le file di Alleanza Verdi e Sinistra, risultando eletta e ottenendo quindi la scarcerazione immediata, uno stipendio di 11.255 (undicimila duecentocinquanta cinque euro) al mese e l’immunità parlamentare.

L’obiettivo primario della fase di demoralizzazione in termini di perception management, che è la manipolazione strategico-militare delle masse è la creazione di uno stato permanente di demoralizzazione, grazie alla quale i mezzi di informazione, i partiti politici e gli organi di governo possono affermare tutto e il contrario di tutto senza timore di indignazione sociale perché la sovversione, superata la soglia di resistenza iniziale diventa la normalità causando dissonanza cognitiva permanente, demoralizzazione e conseguente rassegnazione.
La fase di demoralizzazione arriva al suo acme quando l’agente sovversivo in questo caso il governo, mette in pratica delle azioni sovversive che non tengono più conto del perimetro delimitato dal buon senso, dall’appartenenza politica, ideologica, della morale, niente. In pratica l’agente sovversivo mette in atto l’azione sovversiva per concludere il processo di demoralizzazione e passare alla fase successiva, quella di destabilizzazione.
Al fine di mettere in atto iniziative economiche, belliche o sanitarie che in condizioni di normalità sarebbero considerate abominevoli o apertamente contro l’interesse pubblico del paese obiettivo, la strategia tradizionale del regime si basa su un meccanismo psicologico di cieca accettazione di scelte politiche che si collocano agli antipodi della natura politica del soggetto agente.
Facciamo un esempio: nel 1972 il presidente statunitense Richard Nixon giustificò la sua apertura verso la Repubblica Popolare Cinese guidata al tempo dal presidente Mao, come una necessità geopolitica pragmatica per modificare gli equilibri di potere della guerra fredda al fine di isolare l’Unione Sovietica e contribuire a porre fine alla guerra del Vietnam.
Al fine di comprendere la portata sovversiva di questa operazione che di fatto siglava un accordo tra il governo degli Stati Uniti e il partito comunista cinese occorre tenere presente che negli Stati Uniti dal 1938 era operativa la Commissione per le attività antiamericane della Camera dei rappresentanti (HUAC). Il suo obiettivo era quello di indagare su presunti atti di slealtà e attività sovversive da parte di cittadini privati, dipendenti pubblici e organizzazioni sospettate di avere legami con il comunismo. Nel 1947 l’amministrazione Truman introdusse il programma di giuramento di fedeltà, un istituto che aveva come compito di allontanare qualunque impiegato federale che fosse identificato come “simpatizzante di sinistra” e, cosa più importante, legittimò l’idea che i comunisti fossero sovversivi da smascherare ed espellere dall’impiego pubblico e privato. Richard Nixon aveva fatto parte della commissione presso la camera dei rappresentanti ed era perciò considerato come un fervente anticomunista.
Vista in quest’ottica, l’apertura del governo statunitense ad una partnership con il governo guidato dal più grande partito comunista del pianeta era possibile perché l’intera storia politica di Richard Nixon nell’immaginario collettivo come quella del più fervente anti-comunista d’America.
L’idea alla base di questa iniziativa sovversiva era che Nixon possedesse degli speciali anticorpi ideologici che gli permettevano di fare qualunque accordo con i comunisti in quanto agli occhi del pubblico era ideologicamente agli antipodi del comunismo. Un presidente democratico non avrebbe mai potuto fare una simile operazione perché sarebbe stato crocefisso.
Perciò al fine di far accettare al pubblico qualunque abominio è sufficiente prendere un partito o un leader con una forte caratterizzazione ideologica che si collochi animicamente a destra o a sinistra e fargli adottare misure che sono ideologicamente antitetiche a quei principi che costituiscono l’anima stessa del soggetto agente. Ovviamente nella fase iniziale questo tipo di operazioni può essere solo una tantum altrimenti si esce dal perimetro di accettazione cieca. Ad ogni modo, oltre al fatto che queste operazioni permettono al gruppo di potere retrostante gli schieramenti destra/sinistra di poter adottare qualunque misura anche la più impopolare senza temere rivolte, sul lungo termine il venire meno ai principi ispiratori del movimento in questione fa passare il messaggio che qualunque schieramento o partito politico può appunto venire meno ai suoi principi base ed essere perciò talmente corrotto da poter fare qualunque cosa. Perciò anche queste operazioni sovversive si inquadrano in una strategia che può essere definita di lungo termine e non possono essere la regola altrimenti si capirebbe subito che il potere retrostante la dicotomia destra-sinistra è sempre lo stesso.
Questo spiega perché il sistema al fine di manipolare le masse e fargli accettare i peggiori abomini deve basarsi sulla dicotomia destra/sinistra.
Un altro esempio evidente di sovversione ideologico-politica è quanto avvenuto in Italia nel 1999, durante il primo governo presieduto da un presidente del consiglio ex comunista, che partecipò attivamente ad un operazione militare NATO senza alcuna autorizzazione ONU, in cui bombardieri italiani parteciparono alla prima guerra europea dal 1945, con il bombardamento della città di Belgrado. Dalla caduta del regime fascista, l’Italia non aveva mai partecipato a missioni militari di guerra, anche perché nell’articolo 11 della nostra Costituzione è sancito che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Il fatto però che a capo del governo ci fosse Massimo D’Alema, storico dirigente del partito comunista italiano, è servito come lasciapassare per bombardare con 400 aerei della NATO il territorio della Serbia. L’aggressione chiamata Allied Force durò fino a giugno 1999. Durante i 78 giorni di bombardamento i bombardieri NATO compresi quelli italiani scaricarono migliaia di bombe e migliaia di civili vennero uccisi, centinaia di migliaia rimasero senza casa e senza lavoro, le officine Zastava il più importante conglomerato industriale della ex Jugoslavia vennero rase al suolo come tante altre fabbriche, facendo precipitare nella miseria per decenni intere comunità. Tutto il territorio di Serbia e Montenegro fu avvelenato da tonnellate di uranio impoverito sparato dalle forze NATO, che ancora oggi mietono vittime tra la popolazione e anche tra i militari NATO, compresi quelli italiani, che da allora presidiarono il Kosovo. In generale la sovversione ideologico politica si attua facendo fare a partiti di sinistra azioni di destra e a governi di destra azioni di sinistra. In questo modo il potere sfrutta l’illusione dell’appartenenza politica di un dato soggetto per fargli fare il contrario di quello che la sua storia, i suoi valori, la sua corrente politica non farebbe mai e proprio perché non lo farebbe mai può farlo. Questo sancisce anche la totale illusorietà del sistema destra sinistra, che altro non è che il metodo preferito dal potere per manipolare il consenso popolare e politico a proprio piacimento mediante appunto la sovversione sistemica.
Ad esempio un partito che si definisce di sinistra come in Italia lo è il partito democratico può sostenere un regime nazista come quello ucraino senza pregiudicare il proprio consenso elettorale perché il partito democratico è l’erede del partito comunista italiano che è stato il più grande partito comunista d’europa e si è sempre caratterizzato per la sua collocazione anti-fascista.
L’esempio più recente in termini storici e più eclatante in termini di sovversione è stato quello del movimento 5 stelle che sin dall’inizio della propria storia politica è sempre stato contrario alle vaccinazioni e durante il Governo Conte II e il governo Draghi hanno dovuto adottare provvedimenti quali i lockdown, il coprifuoco e sopratutto il green pass, che ha subordinato i diritti fondamentali alla somministrazione di una iniezione letale. Si può affermare che la gestione della finta emergenza sanitaria ad opera del governo sostenuto dal movimento 5 stelle è stato l’esempio più lampante non solo di sovversione ma di corruzione animica di un gruppo politico. Da quel momento in poi la fase di demoralizzazione sociale in Italia ha toccato il suo acme perché stiamo parlando di un movimento politico apparentemente nato dal basso ma teleguidato fin dall’inizio da entità del regime che poi ha portato alle misure repressive della finta emergenza sanitaria, di fatto uccidendo la fiducia delle persone nella politica come strumento di cambiamento.
LA SOVVERSIONE SEMANTICA
Il metodo più efficiente di demoralizzazione è la manipolazione semantica delle parole chiave della comunicazione pubblica, o inquinamento linguistico, per cui il normale e autentico significato delle parole cruciali per l’ordine costituito e i relativi significati tradizionalmente accettati vengono gradualmente sostituiti da surrogati che sono in parte o totalmente opposti al significato originale della parola che viene sostituita. Perciò l’ignoranza diventa saggezza, la schiavitù diventa libertà e il vaccino “un atto d’amore”. Senza arrivare però a questi eccessi bastano due esempi tra tutti: resilienza e inclusività. Queste due parole sono un eccellente esempio di come la strategia della sovversione sia riuscita nel suo intento di mistificare l’interpretazione di fenomeni e interazioni sociali con l’obiettivo palese dell’ottenere il vantaggio dei pochi mascherato dall’interesse dei molti.
La parola resilienza ha come obiettivo quello di sostituire Resistenza, parola archetipica che evoca invece la dignità e la forza di un popolo. Nell’immaginario collettivo, la parola Resistenza è associata alla lotta partigiana contro l’occupazione nazista e il regime fascista durante il periodo storico della seconda guerra mondiale tra il 1943 e il 1945, che ha portato alla liberazione dell’Italia e alla nascita della Repubblica. La parola Resistenza indica l’azione o la capacità di opporsi a una forza, a un ostacolo, a un nemico o a un cambiamento
Secondo Andrea Colamedici e Maura Gancitano il termine resilienza è stato mutuato inizialmente dall’ingegneria e descrive “la capacità di resistere agli urti, di tornare a se stessi dopo aver vissuto un trauma o una deformazione. Come i metalli che subiscono urti e manipolazioni ma poi tornano uguali a come erano prima, così siamo invitati a fare noi.” In pratica si tratta di un auto-monito riassumibile nell’espressione romanesca “fatece tutto!“.
“Essere resilienti significa aspettare passivamente che le cose spiacevoli passino e che i tempi ridiventino floridi. Rappresenta il desiderio che tutto ritorni com’era nel passato e non offre azioni da compiere per cambiare le cose nel presente. Nella resilienza non c’è l’idea di agire attivamente per affermare qualcosa in cui si crede, non c’è visione del futuro. Bisogna godersi edonisticamente la vita, subirne gli impatti momentanei e tornare poi identici a prima.
Di fronte a un mondo incomprensibile, l’unica cosa fattibile è proteggere se stessi. La resilienza è la chirurgia plastica dell’io, è la malattia che si spaccia per cura, è l’inno all’efficienza consumistica, è il ribadire sempre quel che si è senza soffrire integralmente, senza spezzarsi mai. Essere resilienti significa dunque fare il gioco della società neoliberista e consumistica che abitiamo, che ha bisogno di individui senza sogni, senza futuro e senza immaginazione, che il potere può indirizzare dove vuole.”
Secondo Alberto Giovanni Biuso il resiliente è il cittadino che non si ribella. Mai. Che si ritiene abbastanza forte da vivere libero nonostante l’autonascondimento della propria schiavitù. Che introietta il trauma vedendo in esso un fattore di miglioramento e di serena rassegnazione. Che cerca di resistere al dominio iniquo non ribellandosi a esso ma aspettando che passi. Il transito di questa parola dall’ingegneria e dalla scienza dei materiali all’ingegneria del materiale umano è stato promosso dal libro di uno psichiatra – Boris Cyrulnik – il cui non casuale titolo è Un merveilleux malheur (Editions Odile Jacob 1999), Il dolore meraviglioso, nella traduzione Frassinelli del 2000, ma che si potrebbe tradurre anche come una meravigliosa disgrazia.
In pratica la resilienza è parte del processo che mira a scollegare l’uomo da se stesso, dalla propria Coscienza, facendolo diventare un pungeeball che subisce e basta senza interiorizzare niente, senza possibilità di sperimentare il dolore come sorgente di crescita coscienziale ma subendolo e basta.
Inclusività invece è l’altra parola chiave con cui il regime della sovversione mira sempre alla giugulare della Coscienza, utilizzando l’arma della political correctness mediante la quale si censura e si silenzia la Coscienza umana riducendola ad un verme strisciante. Inclusività significa infatti limitare la libertà di pensiero dell’essere umano su temi come immigrazione, sicurezza, differenze di civiltà, di origine geografica, razziale, religiosa di orientamento sessuale, domande esistenziali fondamentali che divengono dei tabù finalizzati alla castrazione del pensiero,perché la globalizzazione satanista deve rendere tutto uniforme e indifferenziato come l’immondizia. Ma non è soltanto questo: l’inclusività è un arma multifunzione che portata all’estremo conduce sempre all’obiettivo satanista dell’annullamento della coscienza, meglio se la coscienza è cristiana.
FASE 2: DESTABILIZZAZIONE
L’inizio della fase di destabilizzazione l’abbiamo vissuta in Italia nel 2021, quando il principale sindacato dei lavoratori la CGIL, la cui missione è quella di tutelare e promuovere i diritti, la dignità e le condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori, ha assecondato in maniera asservita e totalitaria l’iniziativa del governo di Mario Draghi di subordinare il diritto al lavoro alla somministrazione di una iniezione che si è poi dimostrata avere effetti imprevedibili sulla salute umana causando un numero incalcolabile di malori improvvisi letali e malattie incurabili.

Il 21 dicembre 2022 a Belmonte del Sannio in provincia di Isernia nella scuola elementare «Tonino Trapaglia» le insegnanti della scuola d’accordo con la preside, hanno escluso la Natività dalla recita scolastica per non urtare la sensibilità delle famiglie dei cinque alunni di fede musulmana. Missione compiuta.

Nel 2021 in Italia l’azione di destabilizzazione sovversiva è proceduta come un treno e a tappe ben precise: dopo avere preso di mira il lavoro con l’introduzione del green pass e quindi della subordinazione del diritto al lavoro alla somministrazione di una iniezione letale, si è passati poi alla destabilizzazione della istituzione della chiesa cattolica e della religione. Quello che si pensava fosse l’ultimo baluardo contro la sovversione totale dei valori occidentali era la chiesa di Roma, la quale però a partire dal Concilio Vaticano II ha letteralmente iniziato a negare non soltanto se stessa ma la propria missione di resistenza alla strategia sovversiva in atto in occidente.
Quando Papa Francesco ha asserito che “il vaccino è un atto d’amore” ha di fatto dichiarato la propria abdicazione alla missione di discepolo di Cristo in terra, perché ha rinunciato a difendere l’integrità e la dignità del tempio rappresentato dal corpo umano, così come invece aveva fatto il suo predecessore Leone XII, il quale non a caso fece anche una dura crociata contro i liberali e la società segreta nota come Carboneria. L’immagine emblematica di papa Francesco che celebra la messa in una piazza San Pietro completamente vuota può essere considerata come l’apoteosi della sovversione, perché di fatto il capo della chiesa di Roma dice la messa in una piazza vuota. Quell’immagine può essere considerata come “l’abominio della desolazione”.

Le nuove divinità: Futuro, Scienza, Tecnologia
La sovversione dell’ordine costituito passa attraverso il silenziamento della Coscienza come apripista primario per fare spazio poi ad una programmazione neurolinguistica e a un indottrinamento completamente incentrato sulle tre divinità della società della sovversione: futuro, scienza, tecnologia.
Il futuro è in pratica la divinità che il regime ci propone per indirizzare ciò che resta della Coscienza dell’uomo. Se si guarda alle pubblicità di scuole e università la parola “futuro” è onnipresente, questo perché la formazione superiore deve necessariamente condurre l’uomo verso un imprecisato tempo futuro in cui la sorgente dell’innovazione tecnologica sarà senza sosta e l’uomo si suiciderà dall’esasperazione.
Partiamo dal fatto che il futuro è uno schema mentale mediante il quale l’uomo definisce un momento temporale non ancora presente. Perché l’uomo divinizza il futuro? Perché il bipede che abita questo pianeta è stato informato che l’unica evoluzione possibile è l’evoluzione tecnologica, per cui il dominus assoluto di questo ambiente tecnologico deve essere per forza il futuro, perché il futuro è il luogo temporale dove tutto sarà possibile perché la tecnologia ci condurrà in un mondo meraviglioso in cui i lavori manuali non esisteranno più, l’essere umano avrà disimparato oltre che a pensare anche a parlare, ad usare le mani e a camminare. In compenso l’uomo avrà un microchip installato nel cervello attraverso il quale riceverà ordini da una centrale operativa remota che gli toglierà anche il disturbo di pensare. Questa è la realtà chiamata transumanesimo che altro non è che il disegno di annullamento della razza umana.
La seconda divinità è la scienza, un culto religioso che nasce dall’impostazione cartesiana della certezza, come luce che ci guida nella tenebra dell’ignoranza. La società in cui viviamo è ossessionata dalla certezza. L’ossessione per la certezza ci ha portato alla patologia della sicurezza, che sottende ovviamente uno stato di terrore per qualunque situazione di incertezza o di mistero che sono invece le caratteristiche precipue della condizione umana e della nostra esperienza in questa dimensione e che per essere affrontate è necessario avere fiducia nella vita. Invece no. La vita secondo il decalogo del regime deve essere certa, esatta e affrontata con scelte e con parole univoche. Ma con parole univoche non si può comprendere la complessità della vita e il mistero che questa racchiude. Durante la finta epidemia del covid 19 il culto della scienza ha espresso il suo massimo paradosso e anche questo bisogna riconoscere è stato un altro trionfo del culto della sovversione, sto parlando dell’espressione “fiducia nella scienza”, tre parole che sanciscono di fatto la morte della Coscienza umana e del pensiero critico. L’uomo del terzo millennio arriva al paradosso di confidare in una scienza basata sulla certezza cartesiana, il che significa affidarsi all’annullamento del dubbio, della fallacità umana e di conseguenza di noi stessi e della nostra identità di esseri pensanti e fallaci. Nel momento in cui l’uomo affida ad un altro essere il proprio pensiero viene meno alla propria responsabilità di uomo e diventa lombrico. Ecco che quando dobbiamo vestirci abbiamo bisogno di guardare la pubblicità e se dobbiamo pensare ascoltiamo un intellettuale che ci dice cosa pensare e se dobbiamo mangiare seguiamo la dieta chetogenica o quella a base di insetti vivamente raccomandate dal regime e se dobbiamo acquistare una macchina compriamo una auto elettrica perché inclusiva, resiliente, environment free. Ecce homo.
La terza divinità è la tecnologia, frutto della “scienza” di questa dimensione, che ancora oggi nasconde l’esperimento della doppia fenditura di Thomas Young del 1801, che ha dimostrato come l’intero universo si basi sulla Coscienza, sullo sguardo dell’uomo, segreto questo inconfessabile per questa umanità di lombrichi. Quando nel 1903 Nikla Tesla propose al banchiere J.P. Morgan di finanziare il progetto di energia punto zero questi rifiutò la proposta perché creare energia gratuita per il mondo intero non avrebbe prodotto alcun vantaggio economico per lui e per la sua banca. Viviamo quindi in una società che dispone di una tecnologia non solo primitiva ma monca, internet non è altro che una linea telefonica capace di trasmettere parole e immagini. La vera tecnologia è soltanto quella che si produce con l’evoluzione di Coscienza, che presuppone l’utilizzo di materiale biologico cosciente e non inerte come quello dei microchip. Un altro paradosso di questa società psicopatica anti-evoluzione è l’ossimoro “intelligenza artificiale”. C’è da dire che questo regime ha uno spiccato senso dell’umorismo, intelligenza artificiale è un ossimoro, una negazione in sé dell’idea di intelligenza, in quanto intelligenza è sinonimo di coscienza, perciò senza coscienza non può esserci alcuna intelligenza. E per essere cosciente un qualsiasi dispositivo ha bisogno di una base biologica, come una medusa, un essere senziente in grado di percepire e trasmettere ma sopratutto un essere che abbia un istinto innato verso la vita e l’autoconservazione. Per fare un esempio, un arma sviluppata con la vera tecnologia che è la tecnologia della Coscienza, non sparerebbe mai contro un innocente o per un motivo contrario alla vita. Immaginate un mondo in cui le armi sparano soltanto per giusti motivi, il complesso militare industriale fallirebbe all’istante. Tuttavia il regime è riuscito non solo a vendere questo prodotto come l’idea stessa delle altre due divinità: scienza e futuro ma anche a convincere la maggioranza dei bipedi che l’intelligenza artificiale è la via verso l’evoluzione dell’uomo. E questo si può definire un altro trionfo di questo regime che continua mediante la menzogna e la sovversione a manipolare ciò che resta della coscienza umana.
La cultura sostituita dalla tecnologia
La tecnologia ha anche sostituito in toto l’idea stessa di cultura, oggi scrittori, artisti, letterati sono in pratica dei fantasmi che vagano non si sa bene dove in quanto l’unico contesto che conta è quello dei social media che è totalmente dominato dagli “influencer“.
Gli influencer sono in pratica dei creatori di contenuti pagati da istituzioni pubbliche o aziende private che hanno interesse a divulgare la narrazione sovversiva. L’aspetto detrimente di questa situazione è che le nuove generazioni sembrano guardare a questi operatori come a un possibile modello di realizzazione personale o addirittura come percorso professionale.
Il Transumanesimo
Il transumanesimo rappresenta più di ogni altra iniziativa il nuovo tempio della sovversione di Coscienza, perché l’obiettivo escatologico di questo culto è di fatto l’annullamento della Creazione, intesa come l’essere umano che conosciamo per sostituirlo con la realtà transumana, cioè la generazione di un essere ibrido che in realtà di umano non ha più nulla. Il transumanesimo prevede l’ibridazione dell’essere umano così come lo conosciamo mediante l’installazione di un microchip capace di dirigere i pensieri e renderlo controllabile da una entità remota, annientando di fatto qualsiasi forma di coscienza. Questo processo è già in atto come processo psicologico che il regime ha attivato nelle menti più deboli della nostra società. Conosciamo tutti qualcuno che possiamo definire “entusiasta della tecnologia”, ecco queste persone sono le prime vittime di questo sistema sovversivo. Questi soggetti si affidano completamente ai navigatori GPS per spostarsi e la loro fiducia in questa pseudo tecnologia è così forte che tra le indicazioni date da un essere umano e quelle date dal navigatore, propendono sempre per quest’ultimo. Quando si arriva a questo stadio significa che l’essere umano di fatto non esiste più.
Il movimento WOKE
Non esiste un manifesto woke, l’unica definizione esaustiva è quella riportata da Wikipedia secondo cui “Woke è un aggettivo gergale politico derivato dall’inglese vernacolare afroamericano (AAVE) che originariamente significa attenzione al pregiudizio razziale e alla discriminazione. A partire dagli anni 2010, si è arrivati a comprendere una più ampia consapevolezza delle disuguaglianze sociali come l’ingiustizia razziale, il sessismo e la negazione dei diritti LGBT.”
Da notare subito che la definizione di woke è una definizione negativa e divisiva in quanto si parla di “attenzione al pregiudizio razziale e alla discriminazione”.
In pratica è un manifesto di guerra contro coloro che si presume abbiano dei pregiudizi o che mettano in atto una non specificata “discriminazione”. Il che significa che questo movimento si erge a giudice in pectore di tutto ciò che secondo il loro arbitrario e psicotico metro di giudizio costituisce discriminazione o razzismo, creando così una vera e propria istituzione razzista al contrario, cioè il discriminato diventa discriminatore. Capolavoro di sovversione. Chapeau.
Il movimento Woke nasce intorno al 2010 nel contesto di altri movimenti, principalmente i movimenti Black Lives Matter e MeToo. Quest’ultimo è stato un movimento femminista contro le molestie sessuali e la violenza sulle donne diffuso in modo virale a partire dall’ottobre 2017 quando l’attrice Alyssa Milano pubblicò su twitter l’hashtag #metoo e tale è rimasto: un hashtag.
Il movimento Woke, parola che in slang americano significa “sveglio” o “consapevole” si presenta come movimento di giustizia sociale la cui bandiera è l’iperindividualismo. Qui si manifesta il primo segnale di incoerenza se non di vera e propria dissonanza cognitiva. Se un movimento ha come obiettivo la giustizia sociale come può nel contempo promuovere l’individualismo che ne è la sua antitesi? Il concetto-principio di giustizia sociale è tradizionalmente associato con il pensiero politico di sinistra da Karl Marx in poi ed ha come fondamento imprescindibile l’esigenza primaria per qualunque società di ridistribuire la ricchezza. Ma il movimento Woke nasce negli Stati Uniti, dove la ridistribuzione della ricchezza è un attività esclusiva degli azionisti di grandi società e non dei semplici cittadini. Motivo per cui il movimento woke non ha mai fatto alcuna rivendicazione di tipo socio-economico ma soltanto razziale e sessuale. Ergo per questa gente giustizia sociale significa razzismo al contrario e libertinaggio sessuale. L’intero tema della giustizia sociale, che è il fondamento di qualunque agenda progressista viene perciò ridotto alla sovversione del razzismo che da bianchi contro neri diventa neri contro bianchi e la stessa cosa vale per le devianze sessuali che non devono più essere tollerate ma imposte come principio guida. Negli Stati Uniti ai bambini delle scuole elementari viene chiesto se si identificano con il loro genere biologico oppure se vogliono cambiarlo. Nello stato della California, secondo la legge SB 107 Gender-affirming health care, il minore che volesse effettuare una terapia e un intervento per la transizione di genere non ha bisogno del consenso dei genitori e la terapia può essere avviata su richiesta del minore stesso. Questo vale anche se il minore proviene da un altro stato dell’Unione: un bambino che fugge dal Texas e va in California può richiedere di sottoporsi alla terapia di transizione senza il consenso o la presenza dei genitori. La legge è un vero atto di sovversione perché ad esempio in presenza di genitori divorziati che dissentono sull’iniziativa del figlio che vuole cambiare sesso, la legge Californiana statuisce che il genitore favorevole alla transizione di genere ottiene la custodia del figlio.
Faccio inoltre notare che il woke non è per l’individualismo ma per l’iperindividualismo. Il presentarsi come “iperindividualista” è significativo in quanto non solo questo è antitetico a qualunque idea di giustizia sociale, intesa come rivendicazione di diritti di un gruppo sociale e non di un singolo individuo. L’individualismo storicamente, socialmente ideologicamente è per antonomasia antitetico a qualunque visione comunitarista, comunista o più in gnerale di sinistra, in quanto l’individualismo è sempre stato bandiera della destra non sociale ma liberista, quindi quella americana per intenderci.
Quindi la domanda che sorge spontanea è: per quale astruso motivo un gruppo politico che rivendica dei diritti che per loro natura sono “sociali”, si definisce “iperindividualista”? Si tratta evidentemente di un ossimoro che sottende uno stato di dissonanza cognitiva perché giustizia sociale e individualismo sono realtà ideologiche sociali e politiche antitetiche. E’ una contraddizione in termini ma non per l’assetto desiderato dal regime neoliberista che attraverso l’inserimento dell’individualismo nel più agguerrito movimento globale per i diritti ha di fatto evirato alla radice e disinnescato qualunque pretesa considerata pericolosa per il sistema di potere. Iperindividualismo significa eliminazione di qualunque idea di aggregazione, di comunità di solidarietà e di comunione che sia questa ideologica, religiosa o semplicemente aggregativa.
Il sistema vuole una società basata sull’iperindividualismo perché l’aggregazione sociale è deleteria per un sistema come quello occidentale che è ormai prossimo al collasso grazie alla strategia di sovversione operata dal regime dalla fine della seconda guerra mondiale. La strategia della sovversione funziona nel momento in cui la società gode di un benessere economico sociale sufficiente da poter essere anestetizzata e sodomizzata a piacimento.
Bisogna considerare che l’individualismo è sempre stato considerato come la vera eresia anticristiana e che mediante il woke viene portata all’estremo perché il wokeism sostanzialmente è un movimento che mira a sovvertire i valori cristiani di creazione, di identità e di persona, sostituendoli con un nonsense individualista mirato ad atomizzare e frammentare l’identità umana, escludendo a priori concetti fondamentali dell’esistenza quali quello di coscienza, di divinità, di persona, di identità e di identificazione. In primis l’uomo è persona non individuo. Secondo Timofey Bordachev, Direttore del Valdai Club: “Un individualista è facile da manipolare: non si consulterà con i suoi vicini e dovrebbe sempre prendere solo le proprie decisioni. Pertanto, il compito pratico dei politici negli Stati Uniti, come nel Regno Unito, è quello di lavorare costantemente per garantire che i cittadini non pensino nemmeno che lo Stato o la società abbiano alcuna responsabilità nei loro confronti.” In pratica l’individualismo è la disintegrazione del concetto stesso di interesse pubblico che viene atomizzato in un pulviscolo di interessi individuali egoistici e dunque inconciliabili. La distruzione del principio di interesse pubblico è la distruzione della società stessa perché si perde la visione dell’uomo come coscienza unitaria.
Una società composta da individualisti è eccezionalmente facile da governare utilizzando semplici algoritmi. È sufficiente rassicurare costantemente i cittadini della loro unicità e della loro capacità di risolvere qualsiasi problema in modo indipendente togliendo allo stato qualunque responsabilità perché il bene pubblico non è più tutelato e quello individuale è a carico esclusivo dell’individuo appunto.
La sovversione messa in atto nel mondo occidentale negli ultimi trent’anni non si è accontentata di far sparire la religione dalle scuole e introdurre il sesso come materia di studio ma mediante quella che in lingua albionese è definita come identity politics il regime ha mirato direttamente alla giugulare dell’essere umano: l’identità. Il concetto psicotico di “identità di genere” sostiene che l’identità dell’essere umano è definita dall’identità sessuale percepita dal soggetto. Non staremo qui a disquisire sul concetto filosofico, teologico o mistico di identità perché sarebbe impossibile, ci basterà riflettere sul fatto che l’identità dell’uomo è uno dei misteri che in questa vita siamo chiamati ad esplorare, a conoscere, ad indagare. L’identità umana è il mistero per antonomasia perché deve essere in grado di rispondere alle domande perché viviamo e perché muoriamo? Si tratta delle domande che aprono all’uomo la strada verso la scoperta di se stesso e della dimensione divina, che è l’anima, la quale costituisce il territorio di conquista per colui che vuole evolvere a livello di Coscienza. La teoria dell’identità di genere invece è una spinta decisa verso il basso, verso gli inferi degli istitnti primari e quindi verso la negazione totale della Coscienza e di qualsiasi conoscenza di sé.
Anzi diciamo che si tratta dell’opposto della coscienza, perché se l’essere umano si identifica innanzitutto con il proprio genere sessuale, significa che è il sesso a determinare l’identità umana, negando così di default la nostra dimensione più profonda che costituisce il collegamento con il tutto. La teoria dell’identità di genere asserisce che i generi sessuali non sono due come detta la biologia ma sono ben 72. Attraverso questa affermazione la strategia della sovversione rivela la sua matrice esoterico-satanista. perché mettere in discussione la realtà oggettiva della dualità maschio-femmina significa porsi in maniera antitetica al principio stesso della Creazione. Infatti la dottrina satanista per essere compresa, deve essere intesa come antitesi della Creazione. Se non intendiamo la prospettiva dell’anti-creazione come matrice prima del satanismo non riusciremo mai a comprendere questo fenomeno. Il tentativo satanista di demolire la Creazione proponendo 72 generi invece che due costituisce in sé anche un paradosso denso di ironia intrinseca, visto che il numero 72 rappresenta l’unione di maschile e femminile, numero riportato anche da Leonardo da Vinci nella sua Monnalisa.
L’identità dell’uomo non può ridursi al solo orientamento sessuale come propone il woke perché questo significherebbe che la vita è limitata agli istinti animali base quali il sesso o la fame. L’uomo è molto più di questo. Inoltre l’uomo non può identificarsi semplicemente come individuo perché significherebbe escluderlo dalla relazione con l’altro e con l’intero universo. Il comandamento “onora il prossimo tuo come te stesso” costituisce l’epifania cosmogonica del concetto filosofico africano di Ubuntu, reso in lingua albionica come Oneness, espressione questa che sottende l’idea che gli altri sono parti di noi, riflessi della nostra stessa coscienza. In questo il vangelo non è soltanto uno strumento di nutrimento della fede ma è ciò che oggi chiameremmo un manuale di life coaching.
L’uomo inteso come individuo è dunque una visione separativa totalmente illusoria, perché il vedersi come individuo atomizzato perso nel mondo, lo separa dalla sua relazione con il cosmo al quale appartiene per nascita. L’uomo ha una identità cosmica che non può essere negata, perciò se si relega la sua identità ad individuo verrebbe meno il suo senso di appartenenza al tutto. L’uomo è costituito da una dimensione divina, rappresentata dalla feducia innata nella vita, dall’appartenere ad un disegno, ad un progetto molto più ampio della mera dimensione materiale. Come dice il teologo cattolico Raymond Panikkar, “la fede è un elemento costitutivo dell’uomo”. Se d’altra parte osserviamo il fenomeno woke dalla prospettiva sovversiva satanista ecco che tutto ha un senso compiuto: l’uomo è un individuo smarrito sulla terra che conduce una vita senza alcun senso, quindi l’unico appiglio che ha è gridare “io” al mondo, un grido di orgoglio individualista, un grido muto rivolto a una folla di sordi, senza altra aspirazione che quella della gratificazione degli appetiti base: la fame e il sesso.
Da questo e da altri elementi si comprende che il woke è un movimento creato dall’alto delle sfere del potere massonico, il cui unico obiettivo è il delirio satanista della sovversione finalizzata all’annullamento della creazione e al dominio su ciò che resta di quello che una volta era l’essere umano. Se si cerca su internet la parola woke, non stupirà scoprire che le prime definizioni di woke sono state date da esponenti della destra americana, i quali hanno classificato fin da subito il movimento come “di estrema sinistra”. In realtà il movimento woke ha sancito la morte non solo cerebrale ma animica della sinistra, perché il woke ha in pratica preso in ostaggio l’etichetta politica della sinistra trasformando l’idea di libertà in libertinaggio e la giustizia sociale in iperindividualismo. E’ perciò lapalissiano il fatto che il woke non è un movimento di sinistra ma è un movimento creato dall’élite economica liberale per disintegrare, alienare, distruggere e annientare ciò che rimane della Coscienza umana. Non possiamo stupirci più di tanto riguardo l’apparizione di questo fenomeno perché questa trasformazione era già stata annunciata nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, promossa da Eleanor Roosvelt, nel cui preambolo si legge testualmente:
Freedom from fear and want has been proclaimed as the highest aspiration of the common people,
che in italiano letteralmente dovrebbe essere tradotta in questo modo:
libertà dalla paura e dal bisogno è stata proclamata come la più alta aspirazione della gente comune
Invece se si va a leggere il testo ufficiale della dichiarazione in lingua italiana la parola “gente comune” non è presente:
libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo;
L’élite di potere non ha mai nascosto il proprio disprezzo per “la gente comune”, né tantomeno il suo desiderio di dominare attraverso la divisione tra esseri umani comuni e non comuni. Teniamo presente che questa dichiarazione si è proclamata “universale” il che significa che destinataria di questa dichiarazione è l’intera umanità. Perciò non dobbiamo stupirci se questo regime ha creato di sana pianta il fenomeno woke come ricettacolo di nonsense che si contraddicono tra loro. Lo ha fatto solo per relegare ancora una volta gli esseri umani non al semplice rango di schiavi ma come vermi non pensanti senza dignità alcuna.
In linea di principio la sovversione ha come obiettivo preparatorio quello di demoralizzare l’essere umano per condurlo poi alla sua auto-demolizione fino all’annullamento vero e proprio. L’annullamento dell’essere umano avviene attraverso la disintegrazione della sua Coscienza, del suo essere pensiero per arrivare all’epilogo della distruzione dell’anima. Questo obiettivo, chiaramente e apertamente satanista ha avuto il suo acme durante la finta epidemia del finto virus covid 19, che ha portato alla campagna vaccinale del 2021, in cui nonostante l’inesistenza di una minaccia epidemica il regime ha imposto la somministrazione di un veleno, i cui effetti avversi stanno oggi mietendo milioni di morti. Il capolavoro di questo regime sovversivo non è stata la somministrazione del veleno spacciato come vaccino ma il richiedere la firma di un nebuloso “consenso informato” per ottenerlo. L’essere umano infatti per potere ottenere la dose di veleno ha dovuto apporre una firma e con quella firma l’uomo di fatto ha ceduto la propria anima al proprio avvelenatore.
La sovversione attraverso la politica delle emergenze
Dopo l’11 settembre, che è stata la prima grande emergenza globale, la narrazione sovversiva ha iniziato ad insinuare nell’immaginario collettivo che un terrorista poteva essere chiunque e dovunque. Un terrorista può essere anche all’interno del tuo circolo di amicizie o persino essere parte del tuo nucleo familiare. Vent’anni dopo, con l’emergenza del covid 19, il portatore di virus poteva essere chiunque, anche un membro della famiglia. Con il cambiamento climatico la minaccia è diventata la sorgente stessa della vita: il sole, gli oceani o addirittura l’aria.
Latest buzzword just dropped from the Devil’s den in Davos.
— Kat Kanada 🏴 (@KatKanada_TM) January 16, 2024
Farming, fishing and making money is now called “Ecocide.”
So basically if you want to live, you’re committing a crime if these people get their way.
🤡🤡🤡☠️pic.twitter.com/6hTQMlEsVe
L’obiettivo è sempre lo stesso: il pensiero critico dell’uomo. Secondo la narrazione emergenziale, voi uomini di strada non siete in grado di percepire né di valutare la portata di queste minacce, tantomeno di identificare il nemico, perché il cittadino comune non ha competenze scientifiche né gli strumenti tecnologici necessari per valutare se un cambiamento è avvenuto o sta avvenendo ad esempio per quanto riguarda il clima, oppure se si è stati contagiati da un virus, infatti durante il covid 19 hanno inventato la categoria dei “malati asintomatici”. Fantastico.
Se vogliamo comprendere il fenomeno della sovversione dal punto di vista del regime, la prospettiva da adottare è quella satanista, che vede nella creazione della vita una bestemmia, nell’essere umano un soggetto da deturpare, schernire, torturare e schiacciare e nella natura un mostro da annientare. L’emergenza climatica ha come fine ultimo proprio questo: cioè quello di identificare negli elementi naturali non delle sorgenti divine di nutrimento ma delle minacce vere e proprie il che significa che il tentativo di sovvertire tutto è al massimo livello.
LA SOVVERSIONE FA FINTA DI DENUNCIARE SE STESSA.
Dopo la falsa emergenza sanitaria del 2020, la conseguente subordinazione del diritto al lavoro e alle libertà fondamentali alla somministrazione di una iniezione letale, il regime è andato troppo oltre.
Nonostante questo il regime prova a tenere in piedi il dominio della sovversione mediante l’introduzione di nuovi pupazzi.
La strategia è paradossale. Il nuovo pupazzo è Roberto Vannacci, generale dell’esercito che nel 2023 ha pubblicato il libro “il mondo al contrario” che in pratica è una denuncia della strategia di sovversione del regime ma solo nel titolo. Infatti se si legge il libro si può constatare la combattività di questo regime che nonostante la strategia sovversiva abbia raggiunto il suo acme, il regime è talmente sicuro di se da osare addirittura di denunciare se stesso anche se solo in apparenza. Partiamo dal presupposto che l’elettorato italiano dopo essere stati traditi dal movimento 5 stelle che era un movimento no vax che ha votato per l’obbligo vaccinale, dopo il governo Meloni che si professava di destra e contro l’immigrazione ma e che ha tradito per l’ennesima volta l’elettorato italiano non facendo assolutamente niente per fermare i flussi migratori, adesso si trova sul palco del teatrino politico l’ennesimo pupazzo che si professa come futuro salvatore dell’Italia e che nientemeno ha pubblicato un libro che denuncia l’esistenza di un mondo al contrario e cioè sovvertito.

Dopo una blanda introduzione in cui denuncia la dittatura delle minoranze, una non specificata categoria di “lavativi” e altre banalità Nel capitolo 1 il pupazzo si rivela per quello che è: l’ennesimo falso oppositore gestito dal regime per tenere in piedi il processo sovversivo recitando il ruolo di chi denuncia la sovversione ma non può farlo perché essendo un pupazzo deve obbedire agli ordini. E allora leggiamo quanto segue:
“Il riferirsi a sé stessi è una delle caratteristiche dei tempi moderni che ha mosso i suoi primi timidi passi, probabilmente, da quando Cartesio ha pronunciato il fatidico anatema “Cogito ergo sum”. Da allora, in un crescendo sempre più incalzante, ci siamo abituati a riferire ogni sfaccettatura della realtà alle nostre percezioni e ai nostri pensieri. Non che questo approccio sia errato o criticabile, anzi, ha indubbiamente supportato e favorito il progresso, l’evoluzione e lo sviluppo del senso critico, ma diventa difficile da sostenere quando ci riferiamo solo e unicamente a noi stessi senza tener conto di alcun altro, di quelli che ci hanno preceduto, della società, della maggioranza e mettiamo in dubbio anche quello che dovrebbe essere ormai palesemente considerato come acquisito. Ecco, allora, che la terra ritorna a essere piatta, che la NASA ha inscenato un teatrino spaziale per farci credere che l’uomo
abbia passeggiato sul suolo lunare, che i vaccini diventano vettori per microchip al fine di controllare in senso orwelliano la nostra esistenza, che il virus del Covid non esiste, che i galli, ogni tanto, fanno le uova e che non conta se sono un uomo barbuto, muscoloso e dalla pelle olivastra, ma se mi percepisco come una donna bionda, esile e bisognosa di protezione tutti mi devono raffigurare in tale maniera ed, in primis, i miei documenti d’identità!”
A parte il fatto che chiunque abbia scritto questa roba avrebbe dovuto almeno scriverla in lingua italiana, constatiamo nell’ordine che il cogito ergo sum secondo il Vannacci pensiero anche se è una maledizione (???) ha favorito il progresso l’evoluzione e lo sviluppo del senso critico ma purtroppo tutto questo non conta perché bisogna tenere conto di quelli che ci hanno preceduto della società e della maggioranza e non si può mettere in dubbio ciò che è considerato come acquisito.
In pratica in queste poche righe abbiamo un esempio di strategia sovversiva mediante dissonanza cognitiva manifesta perché nelle prime quattro righe il Vannacci elogia il cogito ergo sum per poi però affossarlo nelle successive quattro perché bisogna tenere conto della società e della maggioranza.
Dopo una serie di falsi oppositori e di veri sovversivi politici il regime ci presenta l’ennesimo falso oppositore che ci conduce nel paradosso della sovversione politica e cioè il sovversivo che denuncia la sovversione, in un trionfo di dissonanza cognitiva.
Il bipede capisce che c’è qualcosa di vero nella denuncia del Vannacci e rimane ammaliato. Possibile che dopo il finto sovranismo di Salvini, del movimento 5 stelle contro i vaccini, della Meloni immigrazionista convinta, secondo me stavolta questo Vannacci è quello giusto e farà bene perché è un sovversivo che ha denunciato la sovversione.
G.D



































